Lo scrittore, Antonie de Saint-Exupery, in questo libro racconta di una ‘avventura, successa nella realtà, ovvero un atterraggio di fortuna nel Sahara, con un’aggiunta fiabesca di un incontro con un bambino, presumibilmente di 6 anni, che chiede insistentemente di avere una pecora, il disegno di una pecora.
Il racconto è scritto per far capire l’importanza di instaurare rapporti, come l’amore, l’amicizia e il contatto umano, e di vedere il mondo dagl’occhi e la purezza del pensiero dei bambini, di come l’adulto pensa e crede che il tempo “sia denaro” ovvero che il tempo passato a sognare a occhi aperti, sorridere, viaggiare con il pensiero, ecc. sia sprecato, ma i bambini anno la mente abbastanza aperta per capire che non è così, un adulto di solito pensa: “Quando riceverò una promozione? Quando arriverò alle vacanze? Arriverò in ritardo? Quando diventerà verde il semaforo?...” e non penserà mai, a differenza di un bambino: “Cosa è questo? Posso mangiare quest’altro? Mamma mi vuole bene? Papà mi vuole Bene? Cosa c’è fuori dal finestrino?”. Antonie afferma che ogni tanto bisognerebbe “fermarsi a guardare le stelle e sognare a occhi aperti per un po’”.
Il piccolo principe racconta all'aviatore dei suoi viaggi tra i vari pianeti e della sua amata rosa, che ha lasciato sul suo asteroide, il B-612. Attraverso le sue storie e le sue avventure, il bambino insegna all'adulto a guardare il mondo con gli occhi dell'infanzia e a dare importanza ai sentimenti e ai rapporti umani, piuttosto che al tempo e al lavoro.
Il Piccolo Principe, con la bellezza di 200 milioni di copie vendute in ben 500 lingue e dialetti diversi, è uno dei libri più letti al MONDO. La mia opinione [l’opinione di un ragazzino di 12 anni] è che questo libro, nonostante non sia fatto per questo, sia un libro adatto per ragazzini e bambini, perché li può aiutare a sognare.
Il Piccolo Principe
Antonie de Saint-Exupery
Tascabili Bompiani, 1978, pagine 151
Davide Falcolini
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