sabato 26 luglio 2025

Recensione del libro: Lo strano caso del dott. Jeckil e del signor Hide

Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde


 Il libro che ho letto, Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde, parla di uno scienziato, il Dottor Jekyll, che è una persona importante e rispettata, uno scienziato conosciuto. Vive a Londra. Inoltre c'è la sua controparte demoniaca, il Signor Hyde. È una persona strana, brutta da vedere, e compie atti terribili. Quando le persone lo vedono sentono  subito qualcosa che non va, che le fa stare male. Non è solo la bruttezza, è proprio cattivo dentro.

Il mistero del libro è: chi è questo Signor Hyde? E perché il Dottor Jekyll sembra proteggerlo, o comunque avere a che fare con lui in un modo molto strano? C'è un avvocato, il signor Utterson, che cerca di capire cosa sta succedendo, perché è preoccupato per il suo amico, Il dottor Jekyll. Ed è proprio cercando di scoprire la verità che le cose diventano sempre più inquietanti.

Mi ha fatto pensare che ognuno di noi ha una parte buona e una parte, non dico cattiva, ma forse un po' più difficile da controllare. Una parte che a volte vorrebbe fare cose che non dovrebbe e seguire gli istinti più orribili dell’essere umano. Il Dottor Jekyll cerca di separare queste due parti, di tenere la parte cattiva lontana dalla sua vita normale. Ma non funziona, e anzi, la situazione peggiora sempre di più. 

Questo libro fa capire che bisogna accettare tutte le parti di sé. Non si può solo mostrare la parte migliore e nascondere il resto. Il libro ti fa vedere quanto può essere pericoloso voler essere solo "perfetti".

Mi ha colpito come lo scrittore, Robert Louis Stevenson, riesce a farti sentire l'atmosfera di Londra. È sempre cupa, buia, perfetta per una storia di questo tipo. E poi mi è piaciuto come ha descritto il Signor Hyde. Non è che ti dice "è un mostro", ma ti permette di capirlo. Ti descrive la reazione delle persone quando lo vedono, il fastidio che provano, e capisci che è davvero una persona orribile.

La fine del libro ti fa pensare un sacco su cosa sia davvero la natura umana, e quanto sia fragile l'equilibrio tra il bene e il male dentro di noi. Ti fa venire voglia di parlare con qualcuno di quello che hai letto. Nessuno capisce ciò che ho letto.

L’edizione da me letta (GRANDI CLASSICI (2020)), se capovolta aveva la versione inglese, molto utile.

Insomma, "Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde" non è una lettura leggera. Ti lascia qualcosa dentro. Ti fa pensare a chi siamo, a cosa c'è dentro le persone e a come è difficile a volte controllarsi. È un libro importante da leggere, perché ti apre gli occhi su aspetti della vita e della mente umana che di solito non si guardano, perché magari fanno un po' paura.









Recensione del libro Giù Nella Miniera

Giù Nella Miniera


 Giù nella miniera… Un libro che ha cominciato a leggermi mio padre, è che mi ha incuriosito dal momento in cui l’ho avuto tra le mani. A prima vista il libro può sembrare un libro per ragazzini, ma solo dalle prime pagine si può intuire che è un libro da prendere sul serio. Il libro in questione comincia parlando della vita di un ragazzo povero, nella metà degli anni Cinquanta. La prima parte ti parla proprio della vita che si conduceva in italia in quegli anni, facendoti sentire come se fossi lì e stessi vivendo quel tipo di vita.

Fulvio, per raggiungere suo padre, che lavora come minatore in una miniera di carbone in Belgio, si imbarca in un viaggio con la madre in treno, dall’Abruzzo fino in Belgio.

Fulvio ha tredici anni e una faccia stupita, quando sulla porta di una pasticceria legge per la

prima volta “Vietato ai cani e agli italiani”. Non se l’aspettava. Come dovrà abituarsi ad essere chiamato Mangiaspaghetti.

Ma tutto cambia quando incontra Silvana, Vittorio e Ciro, tre ragazzini come lui, pieni di voglia di fare cavolate. La loro Italia, con il sole, il mare, le montagne e le colline. Ma i guai iniziano quando il gruppo di Paulette, Jean Claude e gli altri ragazzini biondi e terribilmente Belgi, si imbattono in Fulvio e i suoi amici sulla vetta della montagna di carbone. Fulvio, per dimostrare al suo gruppo di amici mangiaspaghetti di meritare di entrare a far parte della loro banda, scala il terrill. In contemporanea la banda concorrente belga stava scalando anch'essa la montagna fatta di carbone. Non appena le due bande si incontrano, l’aria tra loro si fa elettrica.

Le due bande, fra cata-bici per patate e sugo di pomodoro, fra scherzi, agguati e inseguimenti, decidono che si sarebbero scontrate in una sfida impossibile per decidere quale sarebbe stata una… anzi, la banda di Marcinelle: scendere nella miniera di carbone, alla ricerca del tesoro del minatore fantasma. Ma i ragazzi non possono sapere che, la mattina dell'8 agosto 1956, nella miniera divamperà un terribile incendio che trasformerà la miniera in un gigantesco camino. In questo evento Fulvio, compagno di sfida con Paulette, muore tragicamente per salvare il tesoro… 

Il libro finisce in sospeso, personalmente ho odiato quel finale, ma hei! L’importante è la strada, non il traguardo.

Questo libro è senz’altro un libro pieno di emozioni e di momenti da vivere, nella mente e nella fantasia.


NOME: Giù nella miniera


AUTORE: Igor de Amicis & Paola Luciani


PAGINE: 162


VOTAZIONE: ✯✯✯✯✰


Davide Falcolini

12/03/25








                                                                                                                             

                                                                                                                         

                                                                                                                                         

                                                                                                              


venerdì 25 luglio 2025

Due stili a confronto: La paghetta germania-italia

 



Due stili a confronto: La paghetta germania-italia


In Germania, la paghetta (o Taschengeld, come la chiamano i tedeschi) è considerata dal Ministero della Famiglia e dal Deutsches Jugendinstitut uno strumento fondamentale per insegnare ai ragazzi a usare i soldi in modo responsabile.

La paghetta non è solo dare del denaro, ma è una vera e propria lezione. Serve a insegnare ai ragazzi di tutte le età a gestire i soldi in autonomia: a decidere come spenderli, cosa è più importante e cosa succede se li si sperpera. Così capiscono quanto valgono le cose e non pensano che i soldi siano illimitati. Se l'importo è elevato, non è un regalo, ma più una delega di una parte del budget familiare. In questo modo, si impara a pensarci prima di spendere, a mettere via denaro per ciò che si desidera e a diventare responsabili.

Importi Consigliati in Base all'Età

Le indicazioni del Deutsches Jugendinstitut sugli importi da dare cambiano con l'età

Bimbi piccoli (meno di 6 anni): 0,50 - 1 euro a settimana.

A 8 anni: 2 - 2,50 euro a settimana.

A 10 anni: 16 - 18,50 euro a settimana.

A 15 anni: 31 - 39 euro a settimana.

Dai 18 anni in su: 63 - 79 euro a settimana.

Questi numeri vanno adattati al reddito familiare e a ciò che il ragazzo deve pagarsi da solo.

Il "Budgetgeld": Denaro per Spese Specifiche

Esiste anche il "Budgetgeld", cioè soldi extra che si aggiungono alla paghetta per coprire spese fisse, come:

Vestiti: 40-60 euro a settimana.

Mangiare fuori: 25-40 euro a settimana.

Telefonino: 15-25 euro a settimana.

Roba per la scuola e per l'igiene personale: 5-15 euro a settimana.

Questo sistema aiuta i ragazzi a capire la differenza tra ciò che "serve" e ciò che "si vuole", imparando a gestire un budget per le spese più consistenti.

Il "Taschengeldparagraph" (BGB § 110) è un articolo del codice civile tedesco che, pur non essendo una legge specifica sulla paghetta, permette ai ragazzi di comprare cose con i loro soldi senza problemi legali, dando sicurezza a loro e ai negozianti.

C'è chi si preoccupa che una paghetta troppo alta possa spingere al consumismo. L'idea, però, è esattamente il contrario: non si vuole incoraggiare a spendere di più, ma a spendere bene. L'obiettivo è insegnare a scegliere tra ciò che è necessario e ciò che si desidera, a risparmiare per obiettivi importanti e a sviluppare una consapevolezza critica nei confronti delle pubblicità. Se i genitori dialogano e guidano i figli, la paghetta diventa un modo pratico per imparare a essere responsabili e a capire il valore del denaro, preparandoli a gestirlo al meglio da adulti.

In Italia, invece, l'approccio è un po' più libero e meno organizzato. Non ci sono regole uguali per tutti, quindi i genitori fanno un po' come si trovano, o magari te la danno solo se la chiedi tu ogni tanto. Non c'è un'istituzione che ti spiega bene come usarla per imparare; è più un "aiuto" che ti danno così, o un "bravo" se hai fatto qualcosa di buono. Di solito, non è un vero e proprio budget che devi gestire tu, ma più una somma per le piccole spese.

in Italia le paghette raggiungono un totale di 37,5 milioni di euro a settimana, mentre in germania sono 2,679 miliardi di euro alla settimana, quindi in italia c’è circa l’1.43% di euro spesi in paghette rispetto alla germania in italia.

In Italia (più o meno, dipende da chi fa il sondaggio e dalla famiglia): Le paghette sono quasi sempre più basse rispetto alla Germania e spesso si inizia a prenderle un po' più tardi.

Bambini (6-10 anni):  tra 5 e 10 euro a settimana (o a volte al mese), ma non è quasi mai una cosa fissa e regolare.

Ragazzi (11-14 anni): Di solito da 15 a 30 euro al mese.

Adolescenti (15-18 anni): Siamo tra i 40 e i 70 euro al mese, ma qui dipende un sacco se mamma e papà ti pagano già il telefono, i mezzi pubblici per andare a scuola o le uscite con gli amici. Spesso questi soldi devono bastare per tutte le tue spese "extra".

Si nota subito che in Germania ti danno più soldi, specie se contiamo il "Budgetgeld", che ti fa gestire un sacco di cose che qui in Italia di solito ti pagano i genitori. Quindi, qui con la paghetta ti arrangi per quasi tutto il divertimento, mentre lì è un budget più completo.

Le Leggi e le Differenze Sociali: Che succede?

I tedeschi ci tengono un sacco a farti imparare a gestire i soldi da piccolo e in modo molto preciso e organizzato. In Italia, invece, è più un insegnamento "alla buona", che impari un po' tutti i giorni a casa guardando i tuoi, ma non ci sono regole scritte o un metodo fisso che usano tutti.

Eh sì, un po' tutti si preoccupano che se hai tanti soldi ti viene voglia di comprare un sacco di cose inutili e diventare un consumista. Ma l'idea dei tedeschi è proprio il contrario! Non è per farti spendere di più, ma per farti imparare a spendere bene. Cioè, a capire cosa ti serve davvero e cosa vuoi, a mettere via i soldi per le cose importanti che costano di più e a non farti imbrogliare dalle pubblicità e dal marketing. Se i tuoi genitori ti parlano e ti danno una mano a capire queste cose, la paghetta ti serve per diventare bravo e responsabile con i soldi, così quando sarai grande saprai gestirli al meglio e non farai pasticci.








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